ARTE E ARCHITETTURA

La pieve de Cavinano è nominata fino dal 1133 tra i possessi della chiesa pistoiese e nel XIII secolo gli uomini di Gavinana si costituirono in comune rurale che aveva per centro la pieve stessa. L'edificio, di impianto medioevale, ha subito numerose trasformazioni nel corso dei secoli XVII-XVIII che ne hanno modificato l'interno.

L'aula unica, terminante con abside semicircolare, venne arricchita da un apparato architettonico che ne rimodellò le pareti, organizzate con un ordine di paraste con capitelli ionici, cui si sovrappone un ampio cornicione che corre lungo il perimetro di tutta la chiesa; sia i capitelli che il cornicone furono lumeggiati in oro, mentre per le paraste si utilizzò una decorazione pittorica a finto marmo, che impreziosiva tutta la composizione. L'originaria copertura a capriate fu sostituita da una copertura a volta e nella zona presbiteriale fu inserita una cupola, poi dipinta; anche la decorazione della calotta absidale, a finti cassettoni prospettici, sembra essere frutto del più tardo rinnovamento.

L'esterno mantiene parte della configurazione originaria; la facciata in pietra, con terminazione a capanna, è ben riconoscibile nonostante l'inserimento del portico a tre arcata che sorreggono un corpo di fabbrica in cui si aprono, in asse con le arcate, finestre rettangolari coronate da una semplice cornice in pietra. La torre campanaria fu ricostruita sull'originale impianto nel 1618, e rifatta nella parte terminale nel 1912 a cura dell'architetto A. Socini.

Importanti lavori di resturo eseguiti negli anni 1940-41 interessarono sia l'esterno che l'interno della Chiesa: l'orditura muraria esterna, le porte o monofore, l'abside, ripristinato dopo la demolizione dell'antica sacrestia che vi era addossata; furono restaurate inoltre tutte le pareti interne e fu rifatta la copertura.


CHIESA

Fonte Battesimale Dipinto su muro raffigurante il Battesimo di Cristo, opera di un artista locale attivo nel XVII secolo. Vasca in marmo di fattura moderna.

Madonna del Rosario
Dipinto a olio su tela raffigurante la Madonna del Rosario con i Santi Sebastiano, Domenico, Gregorio Magno e una Santa (Monica?). Opera di Pugliani, artista fiorentino del XVII.

Leone in pietra
In pietra arenaria di deliziosa fattura di Maestro Comacino del XII secolo; faceva parte sicuramente della primitiva Chiesa, ma non sappiamo esattamente dove fosse posizionato, se internamente (nel pulpito) o esternamente (nel piccolo protiro che fino al 1913 si trovava sulla parete di sinistra della chiesa).

Altare di San Filippo Neri
Mostra architettonica in legno intagliato e dorato, esempio assai notevole di artigianato ligneo della Montagna pistoiese. La presenza delle colonnette tortili e la ricca decorazione barocca lo fanno collocare nella seconda metà del XVII secolo. Olio su tela di buona mano settecentesca raffigurante l’Apparizione della Vergine a San Filippo Neri; il soggetto è tratto da un dipinto di Guido Reni. Sotto l’altare vi è una grata in ferro battuto che racchiude il corpo di San Benedetto martire, traslato a Gavinana nel 1845.

Dossale della Santissima Eucarestia
Bassorilievo in terracotta policroma invetriata, probabile opera dello scultore Santi Buglioni (Firenze 1494 - 1576) raffigurante sei Santi e quattro Angeli con i simboli della Passione intorno ad un ciborio: a sinistra San Giovanni Battista, un giovane Santo (Martino?) e Sant'Antonio Abate in abito scuro; a destra San Iacopo e altri due Santi (Tommaso e Antonio?); sulle specchiature del ciborio San Pietro, San Paolo e la Resurrezione di Cristo. La terracotta invetriata cominciò ad essere usata a Firenze nella bottega di Luca della Robbia verso la metà del XV secolo ed ebbe una notevole diffusione nella Montagna pistoiese anche perchè più resistente all'umidità e alle intemperie di quanto non fossero le tele e le tavole.

Abside
Dipinto dell’Assunzione della Vergine: olio su tela, opera di tal Spinamonte, non altrimenti conosciuto. Cupola con Assunzione della Madonna e i quattro Evangelisti: dipinto su muro del pittore pistoiese Bartolomeo Valiani, attivo nell'Ottocento a Bologna, dove aveva compiuto i suoi studi, e a Pistoia, dove insegnò disegno.

Dossale della Crocifissione
Bassorilievo in terracotta policroma invetriata della stessa fattura di quello posto sulla parete opposta. Ai piedi della Croce, San Martino e San Niccolò (a sinistra), San Gregorio Magno e San Michele (a destra).

Annunciazione e Madonna col Bambino
Coppia di sculture lignee policrome: l'Angelo dell'Annunciazione e la Vergine, di notevole fattura, risalgono al 1400. Madonna col Bambino a mezzo busto su un basamento decorato da due angioletti con un serto di lauro; in terracotta policroma. È un pregevole esempio di scultura toscana che ripete i prototipi donatelliani; eseguito nel XV secolo o nella prima metà del seguente.

Bandinella
Per antichissima tradizione il giorno dell’Ascensione questo drappo è portato in processione fino alla sommità della montagna sovrastante Gavinana per poi ridiscendere ed incontrarsi con un'altra processione per il “Bacio dei Cristi”. Tale avvenimento sanciva la ritrovata pace con il vicino paese di San Marcello.

Altare della Deposizione della Croce
In legno intagliato e dorato, del tutto simile a quello collocato nella parete opposta. Entrambi gli altari furono donati dalle famiglie Palmerini e Chelucci nel 1787. Due colonne tortili di stile barocco, poste sopra il piano dell’altare, fanno da cornice al dipinto ad olio su tela raffigurante la “Deposizione dalla Croce”, copia del quadro eseguito da Daniele da Volterra per la Chiesa di Trinità dei Monti a Roma.

Sant'Antonio e Santa Lucia col Bambin Gesù
Olio su tela. In basso un cartiglio reca la scritta "Nicola di Franceso Martini qui fecit 1675". Non esistono notizie di questo pittore locale.

Acquasantiera
Pila in marmo bianco scolpito di artista locale che ripete con modi un po' più rustici i grandi modelli fiorentini di fine Quattrocento; databile nella prima metà del XVI sec. Pur essendo ignoto l’autore dell’opera, questa è sicuramente attribuibile alla scuola fiorentina e il gallo raffigurato sulla base farebbe supporre la sua nascita presso l’officina di Michelangelo.

Organo
Organo monumentale di recente restauro: della grandezza di 16 piedi il cui nucleo più antico risale al XVII secolo, assai probabilmente ristrutturazione di un precedente organo cinquecentesco. Fu ampliato da Giosuè Agati nel 1838 con l'aggiunta di altri due organi e sistemato definitivamente nel 1852 da Luigi e Cesare Tronci, diventando così l'organo storico più imponente in assoluto tra quelli completi giunti fino ai giorni nostri, se si eccettuano due strumenti siciliani di Catania e di Trapani. È costituito da 3 corpi, il Grand'Organo, l'Organo di concerto, il Piccol'Organo; ha tre manuali, con un totale di 50 registri e più di 2300 canne.

Antico Ciborio
Sotto il portico si trova una pregevole opera d’arte; in alto a destra è visibile un bellissimo fronte di tabernacolo in pietra, forse un frammento del primitivo ciborio(sconosciuta è la ragione per cui è stato sistemato in quella posizione).

Falletti Franca, Pieve di S. Maria Assunta - Gavinana, Ecomuseo della Montagna Pistoiese
Giuseppina Carla Romby (a cura di), Pieve di S. Maria Assunta a Gavinana, Ecomuseo della Montagna Pistoiese