STORIA

Nel centro del paese di Gavinana si trova una delle più grandi e belle chiese della montagna pistoiese; si tratta della pieve romanica dedicata a Santa Maria Assunta, muta testimone delle vicende spesso tumultuose che hanno caratterizzato la storia del paese.

La chiesa fu costruita su una spianata, solitaria rispetto al borgo situato più in alto, con il cimitero adiacente al lato nord della chiesa, nella attuale piazza. Non conosciamo l’anno preciso della sua fondazione, anche se questo deve essere ricercato tra la fine del XI e l’inizio del XII secolo; la pieve doveva avere già una certa importanza per essere citata da una bolla papale di Innocenzo II del 1133. La tradizione attribuisce la costruzione alla volontà dalla contessa Matilde di Canossa (1046 – 1115). La pieve presenta ancora i caratteri tipici dell’architettura romanica, con i muri laterali costituti da grosse bozze di arenaria disposte a filari, che si concludono con l’abside semicircolare, caratterizzata da una monofora e da una copertura a scaglie.

Nella parete di sinistra, notiamo che una parte dei blocchi di arenaria è più scura e più corrosa dal tempo, mentre l’altra è fatta di pietre più chiare e meno corrose, evidentemente di più recente costruzione. Probabilmente questa parte della chiesa era stata danneggiata durante i violenti combattimenti della battaglia di Gavinana del 1530 tra Francesco Ferrucci, comandante delle truppe della Repubblica di Firenze e le milizie imperiali di Carlo V. Sulla parete di destra notiamo invece due file di mensole poste a metà della parete, che servivano probabilmente da appoggio per balconate lignee di difesa; risulta, infatti, da documenti del XIII – XIV sec. che spesso le chiese erano usate dagli eserciti comunali come roccaforti, mediante ballatoi e bertesche sistemate sopra i tetti. Il loggiato della chiesa a differenza del resto dell’edificio è di epoca più recente: la sua costruzione risale al 1824, quando Domenico Achilli, dopo aver comprato, nel 1811, le pietre del vecchio seminario di Pistoia, fece costruire il loggiato e la stanza soprastante dove poter sistemare il nuovo organo da lui acquistato.

A completamento della chiesa vi è un possente campanile che tante poesie ha ispirato. Di come fosse originariamente tre sono le ipotesi più probabili: una torre quadrata, con funzione anche difensiva; una preesistente torre cilindrica longobarda; la sola presenza di un campanile a vela sulla cuspide della facciata. Di forma squadrata, massiccia e robusta fino alla cella campanaria, presenta sulla facciata sud una piccola monofora, slanciandosi poi in quattro grandi finestroni con arco a tutto tondo sopra i quali una torretta ottagonale sorregge una bella cupola; mantiene al suo interno i resti di una struttura cilindrica che, si presume, siano appunto quelli della torre longobarda. Mentre l’esterno della chiesa è rimasto sostanzialmente invariato, l’interno ha subito nel 1787 radicali lavori di restauro, che ne hanno cambiato la fisionomia da romanico a neoclassico; con la costruzione di una soffittatura a volte, in sostituzione del tetto a capriate, e l’intonacatura delle pareti; tra la soffittatura e il tetto sono ancora visibili resti degli architravi che sorreggevano il vecchio tetto.

Cancelleria Vescovile (a cura di), Annuario 2000, Pistoia, 2000