ARTE E ARCHITETTURA

La pieve di San Marcello è una delle più antiche ed importanti della Montagna pistoiese; ricordata nel XI secolo, sorse come chiesa castellana entro il perimetro delle antiche mura, addossata ad un torrione preesistente.

Nel XVII secolo il popolo di San Marcello ampliò e ricostruì pressochè totalmente l'edificio, che assunse l'impianto ad aula unica terminata con l'ampia tribuna, e, nel 1617, il nuovo edificio fu consacrato dal Vescovo Caccia (29 settembre). Una nuova stagione di lavori ed abbellimenti fu poi quella settecentesca (1788), quando il vescovo Scipione de' Ricci avviò la trasformazione della pieve secondo modelli ispirati alla ritualità riformata e giansenista (abbazia di Port Royal). Secondo le ipotesi ricciane la Pieve di San Marcello doveva diventare l'esempio secondo il quale riorganizzare le chiese della Montagna alla luce dell'imponente riforma ecclesiastica promossa dal Vescovo stesso. Le principali innovazioni furono: l'apertura di un ingresso laterale che doveva in parte sostituire quello tradizionale in asse con l'altare maggiore; la riorganizzazione delle pareti della navata con apparati decorativi in stucco e dipinti con tecnica del finto marmo; la copertura a volta cui si innesta una cupola emisferica il cui diametro coincide con la larghezza della navata. Infine, l'altare, spostato in avanti rispetto alla zona del coro, che doveva rappresentare l'unico punto di coaugolo ed interesse dello spazio ecclesiale. Di fatto con tali lacori l'interno dell'edificio venne completamente modificato.

L'esterno, con un paramento murario in pietra, presenta in alcuni punti tracce dell'orditura romanica, anche se ampiamente manipolata durante il rifacimento seicentesco; anche il massiccio campanile quadrangolare disposto sul fianco sinistro della facciata, è completamente rivestito in pietra, ed è frutto della riedizione seicentesca della pieve.


LA CHIESA

Vestibolo
Lapide in marmo che ricorda l'opera di ristrutturazione della Chiesa terminata nel 1788 e promossa dal Vescovo di Pistoia e Prato Scipione de' Ricci con l'appoggio del Granduca della Toscana Pietro Leopoldo.

Cappella dei Caduti
Deposizione: olio su tela, XVI secolo attribuibile a scuola del Vasari.
Altare: mostra architettonica in marmi policromi del XX secolo sormontato da un Crocefisso in ferro di recente esecuzione.

Fonte Battesimale
Vasca in marmo scolpito; sui pilastrini della balaustra di accesso al fonte si legge la data 1621. Restaurato nel 1934. La vasca battesimale è inquadrata in una sorta di portale con colonne laterali scanalate con capitello dorico. Il frontone superiore è ricurvo ed interrotto a contenere un cartiglio con scritte. Il fonte è delimitato da una balaustra con andamento curvo. Rilievo in marmo raffigurante il Battesimo di Cristo del XX secolo di autore ignoto. La sobria eleganza dell’architettura unita alla decorazione misurata collacano quest’opera in un ambito artistico dal gusto cinquecentesco.

Primo Altare a destra
Mostra architettonica in muratura decorata a finti marmi e, lateralmente, da teste di cherubini. La mensa è sostenuta da due volute che fiancheggiano il paliotto. Databile 1797. Saggi di pulitura hanno evidenziato tracce di doratura sulle testine dei cherubini.
San Giuseppe col Bambino: statua devozionale di relativamente recente esecuzione.

Primo Altare a sinistra
Mostra architettonica in muratura decorata a finti marmi e, lateralmente, da teste di cherubini. La mensa è sostenuta da due volute che fiancheggiano il paliotto ornato da un cartiglio e da una croce dipinta, XVIII secolo.
Sant'Antonio da Padova: statua devozionale di relativamente recente esecuzione.

Secondo Altare a destra
Mostra architettonica in muratura decorata a finti marmi e, lateralmente, da teste di cherubini. La mensa è sostenuta da due volute che fiancheggiano il paliotto. Databile 1794.
Ecce Homo: gruppo scultore in cera, XVII secolo. Per il verismo dei particolari e l'intensa caratterizzazione espressiva del volto del Cristo e della figura al suo fianco, forse Pilato, l'opera è attribuita a Gaetano Giulio Zumbo (Siracusa 1656 - Parigi 1701).
Immacolata: statua devozionale di recente esecuzione.

Secondo Altare a sinistra
Mostra architettonica in muratura decorata a finti marmi e, lateralmente, da teste di cherubini. La mensa è sostenuta da due volute che fiancheggiano il paliotto ornato con lo stemma della famiglia Cini. Saggi di pulitura eseguiti sul cartiglio hanno portato alla luce la data 1794.
Madonna col Bambino e San Giovannino:olio su tela, XIX secolo. Il dipinto riprende schemi compositivi cinquecenteschi in epoca tardo ottocentesca. La mostra in gesso dipinto e dorato che incornicia il dipinto ripete le linee mosse tardo settecentesche dell'altare.
Sacro Cuore: statua devozionale di relativamente recente esecuzione.

Abside
Vetrata raffigurante San Marcello e Santa Celestina eseguita nel 1929 come attesta la data scritta in lettere romane sulla parte più alta della vetrata.
Catino absidale con dipinto murale raffigurante la Gloria di San Marcello, XX secolo, di autore ignoto. Su un cielo giallo oro si stacca la figura di San Marcello in manto rosso ed oro, circondato da angeli in vesti rosa e verdi. Fu eseguita da una equipe di artigiani locali intorno al 1930. Precedentemente al posto di questo affresco ve ne era un altro della fine del ‘700 di analogo soggetto eliminato poichè in pessime condizioni, ma che probabilemtente è servito da base per l’attuale.
L'invenzione della Croce: olio su tela (290x197 cm) di Agostino Ciampelli (Firenze 1565 - Roma 1630), pittore fiorentino antimanierista, ispirato a semplificazione formale e chiarezza narrativa, secondo i dettami della Controriforma. Vi è raffigurato al centro un giovinetto che risorge dalla bara e che ha sopra di sè una croce sorretta da un gruppo di persone che sono sulla destra, mentre sulla sinistra vi sono Sant’Elena con altre donne. Nella parte inferiore sono raffigurati San Giovanni Battista e San Marcello.
Visitazione: olio su tela (290x190 cm), XVII secolo. Su di uno sfondo di architetture campeggiano le figure di Maria Vergine, in veste rossa e manto blu, con a fianco San Giuseppe e di Santa Elisabetta, in abito marrone scuro, mentre il marito della santa si affaccia da una porta. L’incontro tra Maria ed Elisabetta è descritto dall’autore con toni di familiare semplicità e soltanto lo sfondo architettonico conferisce una certa solennità all’avvenimento. Il dipinto continua la tradizione pittorica tardo cinquecentesca legata allo spirito controriformistico.

Altare Maggiore
Dedicato a Santa Celestina. Mostra architettonica in marmi policromi del XVIII secolo proveniente dalla chiesa di San Francesco a Pistoia e qui collocata nel 1929. La moderna grata davanti al paliotto è del 1931 (bicentenario del trasferimento a San Marcello del corpo di Santa Celestina) e reca lo stemma di Papa Clemente XII (a sinistra) e di Papa Pio XI (a destra). L'urna contiene in corpo della Santa e ha una struttura in legno intagliato con motivi decorativi di gusto settecentesco. Sormontato da un Crocefisso ligno del 1923.

Organo
Balaustra in legno dipinto, XVIII secolo.Secondo Domenico Cini, è opera del lucchese Cosimo Ravani. Probabilmente ampliato con altri registri alla fine del '700 da Pietro Agati di Pistoia. L'orchestra è dipinta e fregiata in oro. La mostra è del XIX secolo, di legno intagliato e dorato ed è attribuibile ai fratelli Tronci di Pistoia.

Cupola
Discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli: dipinto murale, 1788, attribuito al pittore fiorentino Giuseppe Gricci attivo a Pistoia e a Livorno nella seconda metà del XVIII secolo, eseguito su commissione del Vescovi di Pistoia e Prato Scipione de’ Ricci. Al centro è raffigurata una raggera luminosa, cui fanno corona una schiera di Santi e di angeli in volo. Più in basso, sul margine dell’opera, gli Apostoli e la Vergine. Sui pennacchi i quattro Evangelisti opera del medesimo autore.

Giuseppina Carla Romby (a cura di), Chiesa di San Marcello, Ecomuseo della Montagna Pistoiese
Falletti Franca, Chiesa di San Marcello, Ecomuseo della Montagna Pistoiese
Gerini B., Salvi F., La Provincia di Pistoia (vol. VI), Etruria Editrice, Firenze 1986
La Nostra Chiesa, Comunità Cristiana San Marcello, ciclostilato in proprio, marzo 1988
Schede compilata a cura della Soprintendenza alle gallerie per le Province di Firenze e Pistoia