ORGANO PIETRO AGATI, 1788-1790

Sulla cantoria in controfacciata, si trova l'organo a canne, costruito tra il 1788 e il 1790 da Pietro Agati, ampliamento di un precedente strumento, opera di Cosimo Ravani.

Lo strumento, a trasmissione integralmente meccanica, ha un'unica tastiera di 47 note con prima ottava scavezza ed una pedaliera a leggio di 11 note (la 9° e la 10° sono i Timpani, l'11° i Rosignoli) costantemente unita al manuale. La cassa barocca è divisa in tre campi, ciascuno dei quali composto da una cuspide di canne di Principale con bocche a mitria allineate orizzontalmente.

La disposizione fonica dell'organo, in base alla posizione delle manette dei registri nelle due file orizzontali della registriera posta a destra della tastiera, è la seguente:

Fila superiore - Concerto:
Trombe basse 8'
Trombe soprane 8'
Flauto in Selva basso 2.2/3'
Flauto in Selva soprano 2.2/3'
Flauto in ottava basso 4'
Flauto in ottava soprano 4'
Voce Angelica

Fila inferiore - Ripieno:
Principale 8' (doppio da Fa3)
Ottava 4' (doppia da Mi4)
Decimaquinta 2'
XIX-XXII 1.1/3'-1'
XXVI-XXIX 2/3'-1/2'
Cornetto (4 file)
Voce Umana soprana 8’

Contrabbassi ai pedali 16’+8’

Divisione tra bassi e soprani Fa3-Fa diesis 3
Accessori Tirapieno, somiere maestro a vento
Pressione del vento 58 mm colonna d'acqua
Temperamento ritrovato Vallotti-Barca
Corista 440 Hz

PIETRO AGATI

Il pistoiese Pietro Agati (1735-1806), formatosi alla scuola del bolognese Filippo Gatti, è l'iniziatore dell'altra stirpe di organari pistoiesi. Infatti la sua opera venne continuata dal figlio Giosuè (1770-1847) e dal nipote Nicomede (1796-1885) figlio di Giosuè. I rapporti fra le due famiglie degli Agati e dei Tronci furono sempre all'insegna di una continua concorrenza per la supremazia, conclusasi a pari merito quando Nicomede cede nel 1883 la propria fabbrica al rivale Filippo Tronci, sommando nella numerazione le opere realizzate fino ad allora, e dando origine alla nuova ragione sociale "Ditta Agati-Tronci".

Ambedue le famiglie si orientarono verso un organo caratterizzato dagli insegnamenti assimilati dall'esempio di Hermans, che fu attivo anche a Pistoia, applicando un equilibrio fra le sonorità tradizionali dell'organo italiano, cioè quelle del Principale, del ripieno, del Flauto, con i timbri nuovi e di colore più contrastante dei registri cosiddetti "di concerto", cioè delle ance, dei vari Flauti, specialmente in quinta e tappati, ma soprattutto dello sgargiante Cornetto che diventerà il loro segno distintivo.

I Tronci e gli Agati costruirono non solo per la Toscana e per altre regioni italiane (Liguria, Emilia-Romagna, Lazio), ma anche per la Corsica e per il sud est della Francia, per il Medio Oriente e per l'America latina.

http://www.accademia-organo.it/
http://www.organiliguri.it/
http://it.wikipedia.org/wiki/Propositura_di_San_Marcello_(San_Marcello_Pistoiese)