SANTA CELESTINA, VERGINE E MARTIRE

Correva l'anno 1731 allorché vennero chiamati a Roma, per le Missioni, due padri, Leonardo da Porto Maurizio e Antonio da Bologna, che, in precedenza, si erano fermati anche a San Marcello e che, conoscendo il desiderio della popolazione di ricevere un corpo santo, avevano accettato di trasmettere la richiesta di al Pontefice Clemente XII. Dopo le numerose pressioni portate avanti dal padre Antonio, avvalorate anche descrivendo la magnificenza della “Festa delle Sante Reliquie” che si svolgeva ogni 8 settembre sin dal 1709, il Papa concesse una reliquia per San Marcello lasciando al padre la possibilità di scegliere. “Onde girando gli occhi intorno a tutti – come scrive il Cap. Domenico Cini nella sua Relazione del – stava perplesso quale dovesse scegliere, ma la Divina Provvidenza, che aveva destinato alla Terra di San Marcello, ed a questi Paesi tutti, quella della miracolosa Santa Celestina, nel girare e rigirar gli occhi, sempre gli venivano fermati sopra al Corpo della Santa, e se agli altri li tornava a rivolgere un interno impulso di prendere quello di Santa Celestina, che solo di Donna vi era, con voce al cuore parendogli che gli dicesse la Benedetta Martire: «Ed io, e che ti ho fatto, che mi vuoi lasciare?» Onde mosso da tali interne voci, fece di Questa l'elezione”.

Il corpo della Santa venne estratto dal cimitero di Santa Ciriaca al Verano a Roma. Questa matrona romana, vissuta al tempo dell'Imperatore Valeriano (253 – 260), accoglieva i cristiani perseguitati e provvedeva alla sepoltura di quelli che erano stati martirizzati: per questo lei stessa divenne vittima di questa violenza. Ciò si arguisce per due ragioni: la prima perché il suo corpo fu ritrovato nel cimitero che la stessa Ciriaca aveva iniziato; la seconda perché sembra che in nessun'altra persecuzione come in quella di Valeriano siano state martirizzate tante donne. Il suo martirio si pensa essere stato importante sia per la presenza, vicino al corpo, di un'ampolla col suo sangue, sia perché, nel comporre e unire insieme le varie parti del suo corpo, dai periti venne riscontrato un taglio nelle vertebre del collo, segno evidente della sua decapitazione e dimostrazione della sua fame e nobiltà. Gli stessi periti stimarono fosse donna piuttosto alta, robusta, di circa 21 anni.

Circa alla fine del mese di giugno dell'anno 1731 giunse da Roma a Firenze dove rimase per circa un mese, ovvero fin tanto che il cerusco Desiderio Fabbri non ultimò l'opera di riunione delle varie ossa. Il 3 di settembre la prima tappa portò Santa Celestina da Firenze a Pistoia sulla lettiga scoperta "dell'Altezza Reale Serenissima il Granduca. E fu fatta osservazione per la strada, che dove passava quel sacro Corpo, il tempo pareva che l'ubbidisse; giacché quella fu una giornata varia, cioè nuvolosa; ora cuocente per il sole, ed ora piovosa; ma secondo la distanza del cammino, che faceva, s'allontanava la pioggia, ed i concenti raggi solari". A Pistoia la Santa venne prima depositata nella Sacrestia di San Giovanni Fuorcivitas e, successivamente, per ordine del Vescovo Colombino Bassi, fu trasferita alle Monache di S. Mercuriale. Il Cini poi descrive gli avvenimenti successivi così “Alle ore ventiuna del seguente giorno vi si portò Monsignore Vescovo con tutta la sua Corte, ed altri Graduati, ed a ore ventiquattro l'Illustrissimo Sig. Gonfaloniere, ed il resto del Magistrato Supremo della prefata Città, per venerare la Santa. La mattina seguente di buona ora fu ordinato il porsi la cassa sopra la medesima lettiga e proseguirono al destinato cammino”. La Santa transitò prima a Cireglio, dove fu "salutata con tiri strepitosi d'allegrezza e suono di campane", poi a Maresca dove operò un miracolo, e infine sostò nella chiesa di Gavinana senza però venire mostrata ai fedeli. Appena a San Marcello giunse la notizia dell'avvicinarsi del Corpo, la popolazione si incamminò alla volta di Gavinana con torce e lumi, "dando in dirottissime lagrime di divozione" davanti all'urna e la accompagnò in processione fino al convento di Santa Caterina dove rimase fino alle 22 del 7 settembre quando, con grande solennità, fu fatta passare in processione dalla Piazza, illuminata e decorata da tappezzerie alle finestre, e fu portata nella Chiesa Parrocchiale dove l'urna fu scoperta fra canti solenni. Il giorno seguente San Marcello si riempì di gente che da ogni parte veniva a venerare la reliquia. Furono officiate Messe solenni cantate e la sera, in segno di gioia, furono accesi fuochi sui monti circostanti e furono fatti scoppiare fuochi d'artificio sulla piazza.

Santa Celestina, Comunità Cristiana di San Marcello Pistoiese, ciclostilato in proprio, 1987